
Un cielo grigio si staglia dinanzi gli occhi,
le campane della sera echeggiano i propri rintocchi,
il freddo sferza le ginocchia e i piedi,
rendendo i passi ancora più trepidi.
Le vertigini si fanno sempre più fitte,
trascinando ispirazioni misteriosamente trafitte,
con un continuo rimuginio che dura da tre stagioni,
reclamando energia e spensieratezza nelle proprie prigioni.
In un raro sussulto di coraggio
stavi intraprendendo un ignoto viaggio,
ma la paura e la continua indecisione,
bloccano la fuga in una cupa rassegnazione.
Diviso a metà tra illusioni ti aggrappi
come assumere un veleno non intero, ma a tratti
convencendoti ogni giorno che faceva meno male
bramando soltanto una tregua frugale.
Sul finir della sera rimani fermo al centro
aspettando perennemente un miracoloso incontro
tra la verità e la pura semplicità
per poter correre verso la libertà.